romanzo
Le cinque vite di Esposito Angelina
Parte prima
Sinossi
«Madre Badessa! Madre Badessa!»
«Che accade, sorella? Perché urlate in tal modo?»
«Madre, c’è Tommaso, il barcaiolo.»
«E che novità sarebbe? Oggi è venerdì santo, avrà portato il pesce.»
«Non solo, Madre, non solo.»
«Suor Assunta, prima che esca dalle grazie di Nostro Signore…»
«… che sempre sia lodato!»
«Sì, vabbè, cosa ha portato di diverso dal solito, Tommaso?»
«Una neonata, Madre. Una neonata. E piange.»
Era andata così, aveva detto, quando avevo iniziato a sollecitarla di raccontarmi la sua vita, i suoi tempi,
quelli della città dove aveva sempre vissuto eventi anche memorabili, consegnati alla Storia.
Sì, doveva proprio essere andata così.
“Ma io nun m’ ‘o ricordo” aveva soggiunto senza indugio nella sua radiosa ingenuità “me l’avranno cuntato
‘e cape ‘e pezza.”
È così che inizia il resoconto della vita di una neonata qualunque scaricata su uno sputo d’isolotto
a pochi metri dalla spiaggia del golfo più bello del mondo.
Da San Leonardo d’Orio, un posto che non esiste più, parte il percorso – del tutto immaginario ma
assolutamente plausibile – che porterà Angelina “Esposito” (Esposito come ogni trovatello
napoletano che si rispetti) ad attraversare vicende di minima miseria o sotterfugi di sopravvivenza
fino a incrociare il proprio destino con la sfortunata epopea della Rivoluzione napoletana e oltre,
fino al regno di Gioacchino Murat.
Lungo questa strada, come chiunque, conoscerà l’amicizia autentica (tanto con una vera
Principessa quanto con una prostituta in disarmo) e la prepotenza, l’amore più spirituale e la
passione semi coniugale, l’utopia e la guerra; entrerà, per la prima volta, in contatto con l’Aldilà;
s’imbatterà in personaggi di fantasia verosimili quanto quelli reali e in altrettanti reali solidamente
incastonati nella storia della Capitale: dalle “mamme della rivoluzione” all’ostricaro “fisico” del re
Ferdinando; dalla storicamente vaga figura di quell’avvocato Carlo De Nicola (che Angela non
esiterà mai a definire “curiuso” ed al quale sputerà una volta – una volta sola, però! – nel caffè),
autore del preziosissimo documento intitolato Diario napoletano a quella Maria Carolina
d’Asburgo-Lorena consorte di Ferdinando IV.
Vi sembrano, questi, motivi sufficienti per approfondire la conoscenza di questa eroina popolare?
Se siete ancora in dubbio non resta che aprire la prima pagina del primo capitolo.
Rassegna stampa
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