romanzo
Le cinque vite di Esposito Angelina
Parte terza
Sinossi
Ma nella vita, si sa – lo aveva detto pure Maddalena – anche dai disastri possono sortire cose buone.
Da quello che, ormai, era solo un parallelepipedo di cartone disastrato, tirai fuori, per prima, una camicia bianca di seta, sopra la quale era poggiato un minuscolo gioiello a forma di cigno; sotto di essa ungiacchettodi lanacorto in vitadi un delicato colore lilla, ancora più sotto unoscialle anch’esso di lana, di forma quadrata che ricordavo come lei lasciasse ricadere con noncuranza lungo la schiena, avvolgendo gli avambracci. Da ultima,una gonna di lana morbida e pesante, a puntini. Mi meravigliai di non aver trovato l’abito imbastito da nonna Palma: chissà che fine aveva fatto.
Poggiai tutto sul letto indeciso se tenermi, a parte il gioiellino che avevo già deciso di regalare a Carlotta, la splendida camicia di seta o lo scialle quando, deciso a ripulire il fondo dell’armadio dal pulviscolo nero che lo inondava, mi resi conto che c’era dell’altro.
Quasi incollato su un lato del baule e ingiallito come la fodera del medesimo, c’era un foglio. Piegato in quattro.Aperto con la massima cautela per il timore che si disfacesse fra le dita pure quello, mi trovai a rimirare un ingiallito ritratto di Angela, senz’altro quello fatto da Luisa: era veramente bellissima la giovane Angela Esposito!
E, soprattutto, nel baule, c’era la leggendaria scatola!
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