Romanzo

Basso ostinato

Cronache di universi paralleli.

Libro terzo

 

Sinossi

L’ostinato è una figura melodica che si ripete incessantemente, invariata e alla stessa altezza, per tutta una composizione o una parte di essa; appare di solito nel basso, che prende in tal caso il nome di basso ostinato. Tale figura melodica è l’ossatura di svariati componimenti, alcuni dei quali, assai antichi, come la ciaccona. Nel 1598, Mateo Rosas de Oquendo, soldato e funzionario di corte che aveva trascorso un decennio in Perù, include la ciaccona in un elenco di danze e arie popolari in quei luoghi, cui era stato “il diavolo a dare il nome”;  nel medesimo anno, qualche mese prima di morire, Filippo II di Spagna, preso atto di alcune danze immorali che circolavano a Madrid, ne proibì la riproduzione.

Prologo del libro:

Cajamarca
26 novembre 1533.
Interregno di Sapa Inca Atahualpa

Crepita, fitto e insistente, il legno in combustione: ruggisce con stridio la fiamma alimentata dalle fascine verdi.
Odora,
sfrigolio di carne
l’Inca che arde…
pronta per il pasto.
Soffocante, impregna di fumo e bruciato, di cottura avanzata impastata con esalazioni di stoffa avvampata,
tanfo di capelli strinati.
Assordante, il sibilo del sangue che evapora. Insopportabile quel sentore dolciastro. Velenoso il puzzo
rancido del grasso che si scioglie. Ribolle.
La pelle si gonfia ed esplode in vesciche liquide, schioccano le ossa spezzate dalla contrazione dei muscoli,
il cranio esplode frantumato dal cervello che bolle.
C’è un puzzo rivoltante di feci bruciate, fetore di organi combusti e viscere sfiammate.
Quale senso scompare per primo? Ci ha visto, lo sventurato, scrutarne la sofferenza attendendo l’urlo liberatorio, o i suoi occhi sono esplosi prima, cancellando la luce?
Ha odorato il lezzo della propria carne bruciata e lo scoppiettio della pelle?
È riuscito a pensare alla morte imminente… fino a che ha avuto una testa per farlo?
Ai ricordi, al sole, alla vita trascorsa con la sua donna, i suoi figli, gli amici…
Ho visto.
Ho visto ― tranciati i legami col petto da una lama di ossidiana affilata ― estrarre cuori pulsanti da corpi scaraventati poi, senza vita, dall’alto della piramide; crani sfondati a colpi di macana; colli troncati dalla ghirlanda fiorita; teste mozzate insieme agli elmi lucenti da chictane bipenni; pescatori annegati per aver offeso la dea delle acque.
Ma oggi… oggi ho sentito il puzzo della morte che brucia.
Resta il miasma polveroso delle ossa calcinate.
Ho quasi vent’anni.
Voglio vivere.

 

Recensioni:

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