silloge
Di tutto fuor che d’amore
Sinossi
Terza edizione, completamente rivisitata, della seconda parte di un progetto poetico sviluppato lungo tre fasi, tre sillogi. Gli intenti perseguiti nei 22 testi — articolati in quattro movimenti, come fossero parti di una sinfonia — che la compongono, sono manifestamente dichiarati nel titolo: in queste pagine non trova cittadinanza la parola amore, quello di coppia, quello che riempie centinaia di migliaia di pagine di poesia, perché la vita — e la poesia — è anche altro: poesia d’introspezione, per esempio, quotidianità o poesia sociale. O Musica, quella musica che l’Autore invita ad accompagnare alla lettura, augurando al lettore di provare una completezza di sensazioni che moltiplichi il piacere della medesima.
Estratto da: “di tutto fuor che… d’Amore”
Opera d’artigiano
Rispetto le parole
ne sono un artigiano
le raccolgo per strada
fra le vite incrociate,
anche le più sdrucite
dagli strappi
slabbrate
posso riutilizzare,
forse un poco più in là
Con me
ho sempre uno straccio
una lama, un setaccio,
per nettàre dall’uso
sbozzare il banale
filtrare attributi
dare l’essenziale
E così, denudate,
le accompagno a bottega
nel percorso agitate
dalla casualità.
Rovesciate sul banco
logorate dall’uso,
si dispongono in fila
aspettando Godot …
E così prendo “attesa”
proprio accanto a “incontrato”
più distante c’è un “treno”
poi una “fuga di gas”…
“Ti ho incontrato
In attesa
di un treno arrivato …”
non c’è nesso che tenga
con la “fuga di gas …”
ne contemplo, sedotto
l’assonanza nascosta
quello ch’era già scritto
spunta poco più in la:
“Ti ho incontrato
in attesa
di un vagone piombato
alle soglie del Tempo
verso un fiotto di gas …”
Rispetto le parole
che raccolgo per strada
mi han condotto distante
tenendomi per mano.
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